Chi sono

Mi chiamo Federico, e lavoro con il cemento, la calce, i pigmenti e il tempo.
Non realizzo superfici standard o finiture industriali.
Ogni mio intervento nasce dall’ascolto:
dello spazio, della luce, delle persone che lo vivranno.

Il mio è un lavoro artigiano, lento, manuale, sensibile.
Non cerco la perfezione sterile, ma la
coerenza materica,
la naturalezza della superficie che ha una storia sotto le dita.

La mia filosofia

Credo che gli spazi parlino prima ancora di essere trasformati.
Ogni stanza ha la sua risonanza, ogni parete una memoria.
Il mio compito è entrare in relazione con questo paesaggio sottile
e costruirne una nuova forma insieme.

La materia, per me, non è un mezzo: è una compagna di lavoro.
Il cemento può essere morbido.
La calce può essere vellutata.
La superficie può essere viva.

Non vendo un prodotto, una finitura, un “effetto”.
Vendo un
processo di cura,
un sapere che passa dal corpo, dall’attenzione, dalla presenza.
Ogni lavoro è unico.
Perché unico è chi lo abita.

Collaboro stabilmente con architetti e interior designer

Un uomo e un bambino seduto sulla neve, in un'area montuosa con una parete di pietra e alberi in lontananza, durante una giornata invernale.
Un uomo e due bambini in piedi in un campo di fiori nella natura con montagne innevate sullo sfondo.
Una donna con cappuccio e giacca nera cammina sulla spiaggia con due bambini che giocano con bastoni, alcuni uccelli sono sulla sabbia e il mare è in lontananza con onde leggere. Sullo sfondo ci sono palme, edifici e un cielo grigio.
Vigneti in una regione collinare con le ripide colline che si estendono all'orizzonte.
Paesaggio di montagna con le vette innevate al tramonto, con città illuminate in primo piano e uno strato di nebbia
Veduta panoramica di Torino con la Mole Antonelliana in primo piano e le montagne sulle Alpi sullo sfondo.