MICROCEMENTO VS RESINA: GUIDA DEFINITIVA PER SCEGLIERE (O PER NON SBAGLIARE)

MICROCEMENTO VS RESINA: GUIDA DEFINITIVA PER SCEGLIERE (O PER NON SBAGLIARE)

In un progetto di ristrutturazione, ci sono due materiali che vengono spesso messi sullo stesso piano: microcemento e resina.
Hanno un’estetica simile (superficie uniforme, nessuna fuga, senso di continuità), ma in realtà sono due mondi completamente diversi.

La loro differenza non è solo chimica:
è tecnica, estetica, tattile, artigianale, operativa.

E soprattutto riguarda come lavorano sotto la mano dell’applicatore, come dialogano con lo spazio e come si trasformano nel tempo.

Questa guida è pensata per chi vuole scegliere con consapevolezza.
Per chi cerca un materiale continuo, ma vuole capire quale sia davvero adatto alla propria casa, alla propria luce, alle proprie esigenze.

Non è una guida commerciale.
Non è scritta per “vendere” un materiale.
È scritta per far capire.

1. COSA SONO DAVVERO MICROCEMENTO E RESINA

1.1 Microcemento: una finitura minerale artigianale

Il microcemento è un rivestimento minerale continuo, a basso spessore (circa 3 mm), applicato a mano in più passaggi.

È composto da:

  • leganti minerali

  • inerti finissimi

  • polimeri

  • pigmenti

La sua caratteristica principale non è il prodotto in sé,
ma il ciclo applicativo: rasature, rete, primer, due o tre passate di materiale, levigature, sigillatura.

Il microcemento non nasce perfetto: lo diventa attraverso il gesto.

La luce lo scolpisce.
La mano lo orienta.
Ogni superficie è diversa.

È un materiale lento, artigianale, che richiede sensibilità, ascolto e la capacità di “leggere” il supporto.

1.2 Resina: una superficie polimerica continua

La resina, nel settore civile, è una categoria enorme:

  • resine epossidiche

  • poliuretaniche

  • ibridi moderni

  • resine acriliche

  • sistemi multistrato

La resina, a differenza del microcemento, è un materiale a base polimerica.
Il suo comportamento non è minerale, ma plastico.

Questo non significa che sia “peggiore”.
Significa che è diversa: più impermeabile, più elastica, più continua dal punto di vista molecolare.

La resina nasce per l’industria, poi adattata al civile.
Il microcemento nasce per l’interior, ispirato alle malte.

2. COME NASCE L’EQUIVOCO TRA I DUE MATERIALI

Oggi il termine “microcemento” viene utilizzato in molti contesti diversi e, talvolta, anche in modo improprio.
Capita che materiali di natura completamente polimerica vengano presentati come “microcemento” per semplificare la comunicazione o rendere il prodotto più riconoscibile al pubblico.

Non è necessario cercare responsabilità o fare nomi: non si tratta di giudicare il lavoro altrui.
È semplicemente una dinamica di mercato che può creare confusione.

Il punto è che non tutto ciò che viene chiamato microcemento è realmente un materiale minerale.
A volte la parola viene usata come etichetta generale per indicare qualsiasi rivestimento continuo, anche quando la composizione è totalmente resinosa.

Per questo è importante conoscere le differenze reali — non per screditare qualcuno, ma per permettere a chi deve scegliere un materiale di capire esattamente cosa sta valutando e quali prestazioni aspettarsi.

3. ASPETTO E TEXTURE: QUI NASCE LA DIFFERENZA VERA

3.1 Estetica del microcemento: la materia che respira

La texture del microcemento è:

  • materica

  • leggermente nuvolata

  • piena

  • naturale

  • mai sterile

La superficie non è finta, non è una “pellicola”, non è plastica.

È un materiale che lavora con la luce.
Se la stanza cambia durante il giorno, cambia anche la percezione della texture.

È un’estetica silenziosa, non decorativa.
Un materiale che si sente più che si vede.

Per la filosofia del tuo laboratorio, questo è importante:
il microcemento non è finitura, è presenza.

3.2 Estetica della resina: la superficie compatta e omogenea

La resina può essere:

  • ultra liscia

  • lucida

  • satinata

  • opaca

  • leggermente spatolata

  • oppure totalmente uniforme

La resina è molto più controllabile.
Non vive come il microcemento: non cambia con la luce, non vibra, non si muove.

È più “industriale”, anche quando è applicata con cura artigianale.

Chi cerca una superficie estremamente omogenea, senza vibrazioni, spesso sceglie la resina.

4. DOVE HANNO SENSO MICROCEMENTO E RESINA

4.1 Bagni e docce

Microcemento
Perfetto per:

  • pareti doccia

  • nicchie

  • rivestimenti continui

  • piani in muratura

Renderà il bagno più caldo, più materico, più morbido.

Resina
Ottima se si cerca:

  • massima impermeabilità

  • superficie molto liscia

  • estetica contemporanea più “tecnica”

4.2 Pavimenti esistenti in piastrelle

Microcemento:
Si applica molto bene sulle ceramiche torinesi e liguri, soprattutto se:

  • si vuole più matericità

  • si vuole eliminare la sensazione di “superficie industriale”

  • si desidera un pavimento che dialoghi con parquet, pietra, ferro

Resina:
Perfetta per:

  • forti irregolarità

  • richieste di altissima impermeabilità

  • locali commerciali ad alto calpestio

4.3 Cucine e piani lavoro

Microcemento:
Elegante, caldo, coerente con materiali naturali.

Resina:
Più impermeabile, più tecnica, più durevole al contatto con acqua e oli.

4.4 Scale interne

Microcemento:
Accompagna il movimento, crea un gesto unico tra i piani.
Molto usato negli interni di pregio.

Resina:
Più liscia, più regolare ma più “fredda”.

5. RESISTENZA E DURATA NEL TEMPO

5.1 Resistenza del microcemento

Il microcemento è resistente MA:

  • va protetto

  • richiede tecnica

  • richiede una mano sensibile

  • richiede rispetto

Per un cliente questo significa che il microcemento non è eterno, ma è duraturo.

5.2 Resistenza della resina

La resina è più:

  • impermeabile

  • elastica

  • resistente chimicamente

È più adatta per:

  • negozi

  • ambienti commerciali

  • passaggi intensivi

  • zone con acqua frequente

6. MANUTENZIONE E CURA

6.1 Microcemento

Manutenzione:

  • detergenti neutri

  • panni morbidi

  • niente prodotti abrasivi

Con il tempo:

  • tende a “ammorbidirsi” esteticamente

  • vive con lo spazio

6.2 Resina

Manutenzione:

  • molto semplice

  • superfici resistenti

  • pulizia rapida

Con il tempo:

  • può opacizzarsi

  • ma non cambia la sua estetica di base

7. SPESSORE, FONDI, TEMPI TECNICI

7.1 Microcemento

Spessore reale:

  • 3 mm (ciclo completo)

Tempi tecnici:

  • 3–5 giorni per un bagno

  • 5–7 per un pavimento

Criticità possibili:

  • movimenti del fondo

  • umidità

  • preparazione sbagliata

7.2 Resina

Spessore:

  • da 1,5 mm a 3 mm in cicli civili

Tempi tecnici:

  • molto variabili

  • spesso più rapidi

Criticità:

  • supporti non stabili

  • presenza di silicone o grassi

  • umidità di risalita

8. COSTI: NON IL PREZZO, MA COSA LO DETERMINA

Non scrivo prezzi.
Ma spiego cosa determina il costo.

Microcemento: costa di più quando

  • i fondi sono complessi

  • servono più passaggi

  • ci sono molte spigolosità

  • si lavora in case abitate

  • si richiede una texture più calibrata

Resina: costa di più quando

  • servono cicli tecnici complessi

  • ci sono ambienti industriali

  • ci sono superfici molto ampie

  • bisogna correggere fondi ammalorati

9. COSA SCEGLIERE DAVVERO: UNA GUIDA ONESTA

Scegli il microcemento se vuoi

  • una superficie materica

  • una presenza che dialoga con la luce

  • un materiale che non sembra plastico

  • un lavoro artigianale

  • un’estetica più sobria, più calda, più architettonica

  • pavimenti continui in casa

  • bagni e docce dall’aspetto naturale

Scegli la resina se vuoi

  • una superficie uniforme, liscia, compatta

  • massima impermeabilità

  • alta resistenza chimica

  • un’estetica più tecnica

  • tempi più rapidi

  • superfici che non cambiano nel tempo

10. COSA DICE L’ARTIGIANO CHE LI APPLECA ENTRAMBI

Il microcemento è un materiale con un carattere.
La resina è un materiale con una funzione.

I tuoi clienti spesso cercano:

“Il materiale che costa meno”
oppure:
“Il materiale che non si graffia mai”

Questa guida nasce per spiegare che la domanda giusta non è questa.
La domanda giusta è:

“Che tipo di presenza voglio nello spazio?”
“Che tipo di gesto voglio che la superficie racconti?”
“Quale materiale rispetta la mia architettura?”

Il microcemento è un gesto.
La resina è una soluzione.

Nessuno dei due è migliore.
Sono semplicemente diversi.

FAQ – Domande frequenti su microcemento e resina

Il microcemento e la resina sono la stessa cosa?

No. Hanno in comune l’effetto continuo e lo spessore ridotto, ma:

  • il microcemento è minerale, materico, applicato con spatola e gesto;

  • la resina è polimerica, più regolare, con un’estetica più compatta.

Sono due materiali diversi che rispondono a esigenze diverse.

Quale dei due è più resistente?

Dipende dal contesto.
La resina ha una resistenza chimica maggiore e un’impermeabilità più elevata.
Il microcemento ha una resistenza meccanica buona e un comportamento più naturale sotto il piede.
La durata di entrambi dipende soprattutto dalla preparazione del fondo e dalla protezione finale.

È vero che entrambi possono essere applicati sulle piastrelle esistenti?

Sì, in molti casi sì.
Ma la fattibilità non dipende dal materiale, bensì da:

  • stabilità delle piastrelle

  • presenza di crepe o movimenti

  • assorbimento

  • planarità

  • eventuale umidità di risalita

Per entrambi i materiali serve una valutazione del fondo.

Microcemento o resina: quale è migliore in doccia?

Entrambi i materiali funzionano perfettamente in doccia se applicati con il ciclo corretto.
La differenza non è nella capacità di resistere all’acqua, ma nella natura del materiale e nel risultato estetico.

  • Microcemento
    È un materiale minerale, con un aspetto più naturale e materico.
    Quando il ciclo è eseguito correttamente — fondo stabile, stratificazione adeguata e finitura poliuretanica bicomponente — l’impermeabilità e la resistenza sono pari a quelle delle migliori resine civili.
    La superficie finale è continua, protetta e adatta a docce d'uso quotidiano.

  • Resina
    È un materiale polimerico, più compatto e regolare nella sua estetica.
    Anche qui, se il ciclo prevede primer, stratificazione coerente e sigillatura finale, la prestazione in doccia è eccellente.
    L’estetica è più liscia e omogenea.

In termini di impermeabilità e prestazioni non c’è un “migliore”:
entrambi funzionano allo stesso livello se applicati da mani esperte.

La scelta reale riguarda:

  • estetica (minerale vs più compatta)

  • texture (materica vs liscia)

  • rapporto con la luce dell’ambiente

  • tipo di spazio (caldo e naturale vs più tecnico)

È il contesto a determinare la scelta, non la capacità di resistere all’acqua.

È possibile intervenire se c’è umidità di risalita?

Sì.
In caso di umidità applico prima una barriera vapore per stabilizzare il fondo.
Solo dopo si possono valutare microcemento o resina.
Il materiale da solo non risolve l’umidità: la gestione è nella preparazione.

Quale richiede meno manutenzione?

Entrambi richiedono manutenzione semplice:

  • detergenti neutri

  • panni morbidi

  • evitare prodotti abrasivi

La resina tende a rimanere più omogenea nel tempo.
Il microcemento sviluppa una patina naturale che fa parte della sua estetica.

Nessuno dei due richiede cere o trattamenti speciali.

Posso utilizzare microcemento o resina con il riscaldamento a pavimento?

Sì, entrambi sono compatibili.
La cosa più importante è lo spessore ridotto e la stabilità del fondo, non il materiale in sé.
Il ciclo va adattato al tipo di massetto e ai suoi movimenti.

Si graffiano?

Entrambi possono segnarsi con graffi superficiali, come tutti i materiali continui sottili.
La protezione finale riduce i segni e si può ripristinare in futuro senza rifare tutto.

Quale materiale ha l’aspetto più naturale?

Il microcemento.
La sua natura minerale e la lavorazione manuale generano una texture più calda e meno “perfetta”.

Quale materiale ha l’aspetto più uniforme?

La resina.
La superficie risulta più compatta, liscia e omogenea.

Come faccio a scegliere?

Non si sceglie il materiale in astratto, ma:

  • in base al fondo

  • al tipo di ambiente

  • alla frequenza d’uso

  • all’estetica ricercata

  • alla luce

  • alla compatibilità con gli arredi

La scelta giusta nasce dal contesto, non dal materiale.

Conclusione

La scelta tra microcemento e resina non è una scelta di materiale.
È una scelta di linguaggio, di gesto, di presenza, di rapporto con lo spazio.

Il microcemento è un materiale che respira.
La resina è un materiale che protegge.

Entrambi possono funzionare meravigliosamente,
se scelti con consapevolezza.

Grazie

Federico

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